Misteri Dolorosi, o misteri del dolore, sono i misteri del santo rosario da recitare il martedì e il venerdì che trattano del dolore della passione di Gesù.

I Misteri Dolorosi del Rosario sono da recitare durante la meditazione del rosario del martedì e del rosario del venerdì.



I 5 misteri del dolore si suddividono in:

  1. L'agonia di Gesù nel Getsemani
  2. Gesù è flagellato dai soldati
  3. Gesù è incoronato di spine
  4. Gesù percorre la via del Calvario portando la croce
  5. Gesù è crocifisso e muore in croce

*al termine di ogni decina, si deve recitare un Gloria al Padre e il Padre Nostro.


Meditazione dei Misteri del dolore

Qui potete trovare i Misteri Dolorosi con l'aggiunta di alcune meditazioni di Papa Francesco.





1° Mistero Doloroso: L'agonia di Gesù nel Getsemani

 

Dal vangelo secondo Matteo (26,36-39)

Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”.

La Vergine Maria guarda tutti noi, ciascuno di noi. E ci guarda come Madre, con tenerezza, con misericordia, con amore. Così ha guardato il figlio Gesù, in tutti i momenti della sua vita, gioiosi, luminosi, dolorosi, gloriosi, come contempliamo nei Misteri del Santo Rosario, semplicemente con amore. Quando siamo stanchi, scoraggiati, schiacciati dai problemi, guardiamo a Maria, sentiamo il suo sguardo che dice al nostro cuore: “Forza, figlio, ci sono io che ti sostengo!”.

La Madonna ci conosce bene, è mamma, sa bene quali sono le nostre gioie e le nostre difficoltà, le nostre speranze e le nostre delusioni. Quando sentiamo il peso delle nostre debolezze, dei nostri peccati, guardiamo a Maria, che dice al nostro cuore: “Rialzati, và da mio Figlio Gesù, in Lui troverai accoglienza, misericordia e nuova forza per continuare il cammino”.

(Papa Francesco, 13 ottobre 2013)

Al termine recitare il Padre Nostro, 10 Ave Maria, il Gloria al Padre e la preghiera dell’Eterno Riposo.

2° Mistero Doloroso: La flagellazione di Gesù

 

Dal vangelo secondo Giovanni (19,1-3)

Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli mi- sero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: “Salve, re dei Giudei!”. E gli davano schiaffi.

Una mamma aiuta i figli a crescere e vuole che crescano bene; per questo li educa a non cedere alla pigrizia – che deriva anche da un certo benessere –, a non adagiarsi in una vita comoda che si accontenta di avere solo delle cose. La mamma ha cura dei figli perché crescano sempre di più, crescano forti, capaci di prendersi responsabilità, di impegnarsi nella vita, di tendere a grandi ideali. [...] Una mamma poi pensa alla salute dei figli educandoli anche ad affrontare le difficoltà della vita. Non si educa, non si cura la salute evitando i problemi, come se la vita fosse un’autostrada senza ostacoli. La mamma aiuta i figli a guardare con realismo i problemi della vita e a non perdersi in essi, ma ad affrontarli con coraggio, a non essere deboli, e a saperli superare, in un sano equilibrio che una madre “sente” tra gli ambiti di sicurezza e le zone di rischio. E questo una mamma sa farlo!

(Papa Francesco, 4 maggio 2013)

Al termine recitare il Padre Nostro, 10 Ave Maria, il Gloria al Padre e la preghiera dell’Eterno Riposo.





3° Mistero Doloroso: Gesù è incoronato di spine

 

Dal vangelo secondo Matteo (27, 27-30)

Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: “Salve, re dei Giudei!”. Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo.

Maria, la madre che ebbe cura di Gesù, ora si prende cura con affetto e dolore materno di questo mondo ferito. Così come pianse con il cuore trafitto la morte di Gesù, ora ha compassione della sofferenza dei poveri crocifissi e delle creature di questo mondo sterminate dal potere umano. [...] Perciò possiamo chiederle che ci aiuti a guardare questo mondo con occhi più sapienti. Insieme a lei, nella santa famiglia di Nazareth, risalta la figura di san Giuseppe. Egli ebbe cura e difese Maria e Gesù con il suo lavoro e la sua presenza generosa, e li liberò dalla violenza degli ingiusti portandoli in Egitto. Nel Vangelo appare come un uomo giusto, lavoratore, forte. Ma dalla sua figura emerge anche una grande te- nerezza, che non è propria di chi è debole ma di chi è veramente forte, attento alla realtà per amare e servire umilmente. Per questo è stato dichiarato custode della Chiesa universale. Anche lui può insegnarci ad aver cura, può motivarci a lavorare con generosità e tenerezza per proteggere questo mondo che Dio ci ha affidato.

(Papa Francesco, Laudato sii, 242-243)

Al termine recitare il Padre Nostro, 10 Ave Maria, il Gloria al Padre e la preghiera dell’Eterno Riposo.

4° Mistero Doloroso: Gesù percorre la via del Calvario portando la croce

 

Dal vangelo secondo Marco (15,21-22)

Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa “Luogo del cranio”.

La Madonna guarda la missione del Figlio con esultanza ma anche con apprensione, perché Gesù diventa sempre più quel segno di contraddizione che il vecchio Simeone le aveva preannunciato. Ai piedi della croce, è donna del dolore e al contempo della vigilante attesa di un mistero, più grande del dolore, che sta per compiersi. Tutto sembra veramente finito; ogni speranza potrebbe dirsi spenta. Anche lei, in quel momento, ricordando le promesse dell’annunciazione avrebbe potuto dire: non si sono avverate, sono stata ingannata. Ma non lo ha detto. Eppure lei, beata perché ha creduto, da questa sua fede vede sbocciare il futuro nuovo e attende con speranza il domani di Dio. A volte penso: noi sappiamo aspettare il domani di Dio? O vogliamo l’oggi? Il domani di Dio per lei è l’alba del mattino di Pasqua, di quel giorno primo della settimana. Ci farà bene pensare, nella contemplazione, all’abbraccio del figlio con la madre. L’unica lampada accesa al sepolcro di Gesù è la speranza della madre, che in quel momento è la speranza di tutta l’umanità.

(Papa Francesco, 21 novembre 2013)

Al termine recitare il Padre Nostro, 10 Ave Maria, il Gloria al Padre e la preghiera dell’Eterno Riposo.





5° Mistero Doloroso: Gesù è crocifisso e muore in croce

 

Dal vangelo secondo Giovanni (19,25-30)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: “È compiuto!”. E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Il nostro cammino di fede è legato in modo indissolubile a Maria da quando Gesù, morente sulla croce, ce l’ha donata come Madre dicendo: «Ecco tua madre!» (Gv 19,27). Queste parole hanno il valore di un testamento e danno al mondo una Madre. Da quel momento la Madre di Dio è diventata anche Madre nostra! Nell’ora in cui la fede dei discepoli veniva incrinata da tante difficoltà e incertezze, Gesù li affidava a Colei che era stata la prima a credere, e la cui fede non sarebbe mai venuta meno. E la “donna” diventa Madre nostra nel momento in cui perde il Figlio divino. Il suo cuore ferito si dilata per fare posto a tutti gli uomini, buoni e cattivi, tutti, e li ama come li amava Gesù. La donna che alle nozze di Cana di Galilea aveva dato la sua cooperazione di fede per la manifestazione delle meraviglie di Dio nel mondo, al calvario tiene accesa la fiamma della fede nella risurrezione del Figlio, e la comunica con affetto materno agli altri. Maria diventa così sorgente di speranza e di gioia vera!

(Papa Francesco, 1 gennaio 2014)

Al termine recitare il Padre Nostro, 10 Ave Maria, il Gloria al Padre e la preghiera dell’Eterno Riposo.


I fedeli hanno chiesto anche:

Quali sono i misteri dolorosi?

Misteri dolorosi (o del dolore)

  • L'agonia di Gesù nel Getsemani
  • Gesù è flagellato dai soldati
  • Gesù è incoronato di spine
  • Gesù percorre la via del Calvario portando la croce
  • Gesù è crocifisso e muore in croce