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18.12.2014 @ 13.22

quotidiano di economia e cultura

Lo strambo reato di istigazione all'anoressia

Lo strambo reato di istigazione all'anoressia

laurengreenfield.com

"Punire l'istigazione all'anoressia e alla bulimia" chiede una proposta di legge firmata da numerosi parlamentari tra cui Michela Marzano e Maria Stella Gelmini. C'è la pubblicità nel mirino. Ma cosa rimarrebbe lecito se una legge del genere entrasse in vigore?

Potrebbe sembrare una gag dei Monthy Python in un giorno non particolarmente felice. Invece è una proposta di legge. Si chiama “Introduzione dell’articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato di istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare”.

Pur ammettendo che i disturbi dei comportamenti alimentari siano “risultanti dalla complessa interazione di fattori biologici, genetici, ambientali, sociali, psicologici e psichiatrici”, i firmatari decidono di concentrarsi sui “fenomeni di diffusione e promozione dei disturbi alimentari, individuando un nuovo reato d’istigazione a pratiche che incitino all’anoressia o alla bulimia – come accade ad esempio su internet, grazie soprattutto ai siti web «pro-ana» e «pro-mia»” (il corsivo è il loro). D’altra parte “non è certo compito del Parlamento interrogarsi sulle dinamiche che portano un numero sempre maggiore di persone a soffrire di disturbi del comportamento alimentare”. Sembra che sia invece suo compito delineare nuovi reati in un contesto tanto vago.

Si parte da quanto si dovrebbe dimostrare: che incitare all’anoressia (o a qualsiasi altro disturbo alimentare) causi l’anoressia (o qualsiasi altro disturbo alimentare) e che questo dovrebbe essere considerato un reato.

Pur concedendo – molto generosamente – una connessione causale tra l’istigazione (qualunque cosa significhi) e il disturbo alimentare, pensare che la soluzione sia rendere quello stimolo un reato è abbastanza ingenuo. Significa ignorare come funziona l’internet, i principi liberali, il ruolo del parlamento, la corretta valutazione del rischio, il diritto penale e il principio del danno. Significa anche aver dimenticato l’inutilità del proibizionismo e della coercizione legale in un simile dominio. Pur concedendo – altra ingiustificabile generosità – che il danno sia dimostrato non avremmo ancora dimostrato che sarebbe giusto vietare la causa del danno.

Perché considerare diversamente altre “istigazioni” al danno? Vietiamo le istigazioni alle automobili, ai coltelli, al fuoco, alle aspirine (aggiungere a piacere) perché si muore – questo è sicuro – in incidenti stradali, accoltellati, bruciati e di aspirina. Vietiamo l’acqua ché si muore anche per intossicazione da acqua.


C’è anche un altro problema: molti di questi siti, chat, blog e forum sono verosimilmente un ulteriore “sintomo”. Dopo aver letto “Ecco il diario alimentare di oggi. Pranzo: piccolo panino con cotto e fontina (circa 250 kcal). Cena: zuppa (circa 35 kcal). Avrei preferito mangiare qualcosa di meno calorico del panino, ma ahimè sono finita in un panifico con degli amici e ho perso il controllo” oppure i consigli Pro-Ana “Questi non sono consigli per dimagrire facendo le solite diete, ma seguendo le diete Pro-Ana a basso apporto calorico (Max. 500 Kcal)” domandatevi: chi l’avrà scritto? Poi domandatevi: è giusto trattare l’autore come un criminale? E sarebbe di una qualche utilità? Forse nel caso della sanzione pecuniaria (ma ovviamente non per il reo), ma nel caso della reclusione?

La presenza e la quantità della presunta istigazione sarebbe poi difficile da valutare, rendendo difficile l’attuazione delle misure coercitive: siamo sicuri che l’istigazione passi solo tramite la promozione esplicita (“anoressico è bello”) e non anche tramite una narrazione più neutrale (“x è anoressico”) o addirittura tramite la condanna (“l’anoressia è una malattia grave, statene lontani”).

Secondo la logica della proposta, poi, dovremmo considerare reati molte altre forme di “istigazione” ai disturbi alimentari: molte pubblicità, le sfilate, Photoshop, Kate Moss (Twiggy se vogliamo risalire alla radice), quelli che fotografano i propri pranzi ossessivamente, tutti quelli che giudichiamo troppo magri (pure i troppo grassi?) e soprattutto chi ostenta una coscia sottile e tornita. Resterebbero legali (forse) solo Postalmarket e il catalogo degli abiti da suora.

Per non parlare di tutti quei siti (blog, chat e qualsiasi altro mezzo di diffusione) che istigano a: suicidarsi, costruire bombe o molotov, evadere le tasse, negare l’evoluzionismo o l’olocausto, ammettere il grande complotto del momento. Anche qui aggiungere a piacere.

Pensare poi che in quanto anoressiche o ex anoressiche (così Michela Marzano sostiene la legge: “Se mi permetto di ricordare la mia storia, è perché c’è anche lei dietro questa proposta di legge. […] Ma c’è anche la consapevolezza del fatto che alcuni siti sono veramente pericolosi”) si abbia intrinsecamente una sapienza acquisita dall’“esserci passata” è una pessima abitudine. Una miscela di presunzione, protagonismo e vanagloria.
“Ehi, mamma, guarda come sono brava ad andare in bici senza mani”.
“Brava tesoro, ti faranno ministro dello sport oppure direttore del Cirque du Soleil”.

Il salumiere di quartiere dovrebbe cominciare a preoccuparsi. Il suo infido “signora, so’ 20 grammi in più che faccio, lascio?” potrebbe presto essere considerato come una istigazione alla bulimia o alla gola che inevitabilmente porta all’obesità.
I miei familiari sarebbero stati più o meno tutti denunciati, così come – immagino – molti dei vostri. Tutti quelli “non hai mangiato niente”, “sei sciupato, ma mangi?, sicuro?” o “ne vuoi ancora un po’?” (per la decima volta durante un pranzo).

Non sarebbe meglio investire le risorse da destinare al controllo e alla coercizione in altre attività? La mezza porzione di Girolamo Sirchia al confronto sembra una proposta razionale. Se la legge valesse anche per i prodotti di importazione, Louis C.K. sarebbe un reo confesso: “I don’t stop eating when I’m full. The meal isn’t over when I’m full. It’s over when I hate myself”.

Ps
L’elenco completo dei firmatari: Marzano, Bazoli, Binetti, Capua, Carfagna, Civati, D’Agostino, Di Gioia, Di Lello, Marco Di Maio, Di Salvo, D’Incecco, Donati, Ermini, Gasparini, Gelmini, Giuliani, Giuseppe Guerini, Labriola, Laforgia, Lavagno, Locatelli, Malpezzi, Mariano, Martelli, Mattiello, Mazzoli, Miccoli, Migliore, Morani, Nardi, Nesi, Pastorino, Piazzoni, Giuditta Pini, Prestigiacomo, Richetti, Andrea Romano, Rossomando, Rostan, Rotta, Francesco Sanna, Giovanna Sanna, Sarro, Tartaglione, Tinagli, Vazio, Vecchio, Verini, Vezzali, Zan.

Pps
C’è anche una petizione a sostegno dell’introduzione del nuovo reato avviata da consult@noi, Associazione nazionale di volontariato disturbi del comportamento alimentare. Le motivazioni dei firmatari sono spesso ottimi esempi di non sequitur e della debolezza di tali consumati e abusati strumenti “democratici”.

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  • La legge è incostituzionale e l'onore della prova sarebbe diabolico: perché si configuri un resto ci vuole una vittima e un nesso di causalità. Ora la vittima, la persona anoressica o ex anoressica, dovrebbe sobbarcarsi un intero processo, trainato dal PM, per dimostrare che la lesione è stata causata dal sito pro ana. Una cosa letteralmente impossibile perché le cause dei disturbi alimentari non sono certo una o due visite sul sito ma ben altre (disagi psichici etc.). Introdurre nuovi reati poi è il colmo: se si vuole ottenere il medesimo obiettivo al limite si diano sanzioni amministrative o si attui l'immediata chiusura del sito. Così è davvero ridicolo.

    Rispondi

    Giacomo

    Cardaci

    14 agosto @ 14.45

  • Che i "legislatori" fossero una manica di svitati lo abbiamo capito da un pezzo. Non hanno capito (e non gli frega nulla di capire) cosa la legge sia. E infatti cianciano di "regole", come se le leggi fossero regole, una faccenda di gioco del calcio, o di partite a carte, le "regole del gioco". E vogliamo parlare del reato di "omicidio stradale"? A quando l'omicidio navale, aeronautico, alpinistico, subacqueo, coltellistico, rivoltellistico, strozzistico, anneghistico?

    Rispondi

    Vannino

    Leprecchiano

    06 agosto @ 04.18