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26 gennaio 2018

Le cose che succedono mentre ci spiano

Kurt Caviezel ha raccolto le immagini catturate da 15 mila webcam nel mondo. Un'opera che racconta la sorveglianza diffusa in cui viviamo, ma anche l'inaspettato che accade ogni giorno

Kurt Caviezel

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Per quindici anni Kurt Caviezel ha raccolto le immagini riprodotte da 15 mila webcam sparse in tutto il mondo, screenshot dopo screenshot. Alla fine il suo mega-archivio contava oltre tre milioni di foto. Solo una piccola parte di queste, più di duemila per l’esattezza, sono entrate a far parte di The Encyclopedia of Kurt Caviezel (Rorhof Books), un racconto del mondo suddiviso per categorie, un lungo lavoro di tassonomia del mondo osservato.

Qui proponiamo scatti tratti dalle categorie “insect” e “public hidings”. Le prime raccolgono le immagini dove gli insetti, posandosi sulle lenti, hanno ingombrato con il loro profilo i panorami. Nella seconda categoria sono riunite le immagini che contengono parti oscurate, o pixelate, per rispetto della privacy delle persone, famiglie, o magari aziende che ne hanno fatto richiesta, non volendo essere esposte 24 ore su 24.

«La quantità delle immagini è di importanza cruciale qui — scrive l’editore presentando il volume — perché la quantità, a un certo punto, si trasforma in qualità». Dietro all’opera di Kurt Caviezel, infatti, c’è un incessante lavoro di ricerca che trasforma una massa indistinta di immagini e registrazioni casuali in altro, cioè in un’opera che racconta le coincidenze, l’inaspettato che accade ogni giorno, ogni momento. L’opera di Kurt Caviezel è così anche lo specchio dell’età della sorveglianza che viviamo, una sorveglianza che non è quella totale di Google Maps, ma quella diffusa delle migliaia di telecamere, sconnesse tra di loro, che spiano le nostre vite, le nostre strade, i nostri palazzi.

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