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19 gennaio 2018

Le conseguenze dell’amore (finito)

Un divorzio ogni sette minuti, poi ogni cinque, e poi ogni quattro. L’ultimo bollettino dice ogni tre minuti e mezzo. E lasciarsi è talvolta l’inizio di un inferno: avvocati, ricorsi, tribunali, liti e ricatti. Di cui spesso i figli sono vittime. Il nuovo monografico di pagina99

Nuovi strumenti, stessi obiettivi. pagina99 continua a portare avanti l’informazione di qualità in cui abbiamo sempre creduto, ma sotto una forma diversa: completamente sul web. Da oggi il settimanale si trasforma in una sezione di approfondimento del quotidiano online Lettera43 (parte anch’esso del gruppo editoriale News 3.0) mantenendo il proprio sito, su cui saranno pubblicati focus monografici composti da storie, inchieste e photogallery. Questi contenuti, che sostituiscono i vecchi numeri del giornale, sono leggibili da pc, smartphone o tablet, e acquistabili singolarmente attraverso l’app Tinaba, già sperimentata nelle scorse settimane (per maggiori informazioni sul suo funzionamento, leggi qui). Ecco il primo tema con cui abbiamo scelto di dare inizio a questo nuovo corso.



Non siamo pronti a separarci
. Nell’articolo di copertina le storie di Alberto e Luisa raccontano come negli ultimi dieci anni le nuove regole sull’affido dei figli e sul mantenimento del coniuge hanno riscritto l’alfabeto delle separazioni ma nonostante questo rimane un problema culturale: abbiamo ancora difficoltà a consentire alle donne di fare carriera e ai papà di fare i papà.

In Genitori cancellati dallo stato si spiega come ad oggi molti giudici italiani relegano la figura del padre ancora in un angolo. Mentre in Europa la bigenitorialità è già perfetta, in Italia esistono circa 6 mila mediatori accreditati che promettono una separazione consensuale dopo massimo dieci incontri. Così fare la pace in famiglia è un affare.

Nel frattempo le famiglie omogenitoriali aspettano una legge che le riconosca e danno battaglia nei Tribunali. Per il momento il “genitore sociale” non ha diritti in caso di separazione, ma nemmeno doveri.

«Lavorare sul rapporto con mio figlio mi ha fatto vedere cose che al di fuori di una fotografia non avevo visto, non avevo sentito», commenta il fotografo Graziano Panfili, che al tema ha dedicato Di padre in figlio, un lavoro fotografico intimo che pubblichiamo.

«In Giappone la leggenda dice che l’uomo e la donna predestinati a incontrarsi siano legati per i mignoli da un filo rosso invisibile, a partire dalla loro nascita. Sfortunatamente il filo che legava i miei genitori si è sciolto o rotto. O forse non è mai stato legato», scrive Yoshikatsu Fujii che per non perdere le sue radici ha ricostruito la storia dei suoi genitori in un progetto che sovrappone le immagini del passato a quelle del presente.

Nel suo Paese l’affido condiviso non esiste e a circa 150 mila genitori all’anno viene negata la possibilità di incontrare i propri figli. È per questo che lo chiamano il buco nero in cui spariscono i bambini. Raccontiamo quel sistema giuridico perverso attraverso le storie di alcuni padri italiani che ne sono rimasti ostaggio.

SOMMARIO

Non siamo pronti a separarci | Gabriella Colarusso
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Genitori cancellati dallo Stato | Gea Scancarello
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Fare la pace in famiglia è un affare | Samuele Cafasso
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In Europa la bigenitorialità è già perfetta | Guido Mariani
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Il buco nero in cui spariscono i bambini | Cecilia Attanasio Ghezzi
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Lessico famigliare | Yoshikatsu Fujii
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Di padre in figlio | Graziano Panfili
[► Guarda la photogallery]

 

[Foto in apertura di Eve Arnold / Magnum Photos / Contrasto]

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