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1 dicembre 2017

Hi-tech per le imprese, nuove Alibaba crescono

Il servizio più richiesto è l’assistenza ai clienti tramite chatbot. Il prossimo boom cinese verrà da qui

 ► Dal numero del 1 dicembre in edizione digitale

In Cina la grande rivoluzione Internet deve ancora raggiungere il suo apice. Non esistono ancora, infatti, aziende come quelle che negli Stati Uniti si occupano di sviluppo di database, hardware, software di gestione per aziende terze. La transizione da un’economia basata sulla manodopera a quella dei servizi sta tuttavia portando anche i cinesi ad affidarsi sempre più spesso alle intelligenze artificiali e al cloud computing

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Nel 2016 aziende e amministrazioni pubbliche hanno speso per queste tecnologie 18,5 miliardi di dollari. Niente se paragonati ai 245 degli Usa. Significa che da qui a qualche anno potrebbe nascere un nuovo monopolista, un’azienda It che, come Tencent, Alibaba o Baidu, si accaparri questa fetta di mercato. Al momento, secondo quanto rilevato dal Wall Street Journal, il servizio più richiesto è quello dell’assistenza ai clienti, che tradotto nelle necessità della contemporaneità si legge chatbot, ovvero i software in grado di interagire con gli essere umani che vengono sempre più spesso usati dalle aziende per rispondere alle faq.

Una startup della metropoli della Cina meridionale ha ricevuto 21 milioni di finanziamento ad appena 18 mesi dalla sua fondazione. Pensata da un gruppo di ex programmatori della Tencent, ZhuiYi può già vantare tra i suoi clienti Didi Chuxing (l’Uber cinese), Ctrip International (che potrebbe trovare un corrispettivo in Skyscanner) e la China Merchants Bank, la banca che emette il maggior numero di carte di credito della Repubblica popolare.

E questo già costituisce un vantaggio sui competitor, perché come ogni altra chatbot più interagisce con i consumatori più il suo lessico si raffina. Ed è molto più rapido ed economico degli esseri umani, se è vero che Ctrip ha ridotto lo staff dell’assistenza ai clienti a 12 mila unità (dalle 16 mila di inizio 2016) con la motivazione che il 75% dei consumatori che si rivolgono alla chatbot sono soddisfatti rendendo superfluo l’intervento umano.

L’esperienza della China Merchants Bank parte invece dall’utilizzo di una chatbot dell’Ibm, ma solo per poi scegliere quella di ZhuiYi ché aveva una comprensione migliore del cinese. Il direttore esecutivo dell’azienda Wu Yue è estremamente ottimista. Ha lavorato a Tencent e l’ha vista passare da 3 a 300 miliardi di capitalizzazione. Ora è convinto che «la stessa cosa possa accadere alla sua azienda».

[Foto in apertura di R. Estakhrian / Getty Images]

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