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19 ottobre 2017

Taxi volanti, Boeing sale a bordo

Dopo Airbus e Uber, si muove anche il colosso Usa. Acquisterà Aurora, che produce velivoli senza pilota

Domenico Lusi

Dal numero di pagina99 in edicola dal 20 ottobre e in edizione digitale

La rivoluzione della mobilità non passa solo per le strade, con le auto elettriche a guida autonoma, ma anche per i cieli. A Uber e Airbus, che già lavorano ai loro prototipi di taxi volanti, si aggiungerà presto Boeing. Il gruppo statunitense ha annunciato che acquisterà Aurora Flight Sciences Corp., azienda che costruisce droni e sistemi di volo senza pilota, una mossa che dovrebbe portare in tempi brevi a realizzare una flotta di piccoli velivoli elettrici per il servizio taxi.

Ai primi di ottobre Airbus ha annunciato che entro la fine del 2018 testerà sul campo CityAirbus, il suo prototipo di taxi volante. Si tratta di un velivolo dotato di quattro rotori ad alimentazione elettrica capace di decollare e atterrare verticalmente e di trasportare fino a quattro passeggeri. Il progetto – per ora si lavora a un velivolo con pilota che dovrebbe arrivare sul mercato entro il 2023, ma si pensa già a un modello più avanzato a guida autonoma – si affianca a quello di Vahana, monoposto senza pilota anch’esso di tipo Vtol (Vertical Take-Off and Landing) a otto rotori. Pure in questo caso i primi test sono previsti nel 2018 e l’arrivo sul mercato nel 2021.

Uber sta sviluppando il suo velivolo per il servizio taxi insieme alla brasiliana Embraer, il terzo produttore al mondo di aeromobili commerciali. I primi test dovrebbero svolgersi a Dubai e Dallas-Forth Worth nel 2020, mentre il servizio dovrebbe diventare operativo nel 2023. Al di là delle questioni tecnologiche – serve realizzare batterie che consentano di stare in volo per diverse ore – l’ostacolo principale ai taxi volanti è legato alla necessità di mettere mano a normative che attualmente non consentirebbero alle flotte di operare a fianco dei voli di linea. Nonostante questo l’idea continua a riscuotere l’interesse dei maggiori operatori del settore. Tanto che adesso anche Boeing sembra intenzionata a inserirsi nella partita.

Aurora, l’azienda con base in Virginia che dovrebbe essere assorbita dal colosso statunitense, è specializzata nei sistemi per manovrare da remoto i velivoli commerciali e militari ed è coinvolta anche nello sviluppo del prototipo per il servizio taxi di Uber. Per Boeing, che già possiede il produttore di droni Insitu, quello in Aurora sarebbe il secondo investimento nel giro di un anno su sistemi a guida autonoma, dopo l’acquisto, lo scorso dicembre, di Liquid Robotics Inc, costruttore di navi e sottomarini senza pilota.

[Foto in apertura di Scott Olson / Getty Images]

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