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6 ottobre 2017

Poco tenera è la notte

Dispositivi mobili, serie televisive e lavoro flessibile ci hanno portato via il sonno. Un danno anche economico che vale tra l’1,9% e il 2,3% del Pil di ogni Paese

Antonino Michienzi

Tv in camera, smartphone sul comodino, quella e-mail di lavoro ancora senza risposta e il pagamento dell’acconto Irpef tra una settimana («Salderanno per tempo le fatture che ho emesso?»). Domani: ufficio, poi, in pausa pranzo, Poste e alle sedici i bambini a scuola. Cronache di un’ordinaria serata; contesto, pensieri e preoccupazioni di un italiano qualunque mentre pazientemente cerca di archiviare la giornata passata e prendere sonno. Spesso senza riuscirci, rimandando ad libitum l’appuntamento con Morfeo.

L’insonnia colpisce tra il 5 e il 10 per cento della popolazione italiana, un numero che oscilla tra i 3 e i 6 milioni di persone. L’insonnia vera e propria, quella che incontra i criteri di diagnosi medica, però, è solo la punta dell’iceberg. Da anni le ricerche registrano un profondo cambiamento nel rapporto con il sonno: si dorme meno, si dorme peggio. Si tratta di un trend mondiale che comincia a preoccupare…

 Continua sul numero di pagina99 in edicola dal 6 ottobre e in edizione digitale

[Foto in apertura di Polina Shubkina]

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