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7 settembre 2017

Una classe media di camerieri

L’ascesa dei creativi ha bloccato l’ascensore sociale: per il sociologo Florida bisogna ripartire qualificando chi è impiegato nei servizi

Federico Turrisi

Dal numero di pagina99 in edicola dall’8 settembre e in edizione digitale

Macché classe creativa, solo l’ascesa della iper-sfruttata classe dei servizi può salvare la società americana dalla crescente disuguaglianza che sta minando alle basi il modello democratico e di sviluppo a stelle e strisce. È la tesi di Richard Florida, il sociologo che all’inizio del ventunesimo secolo aveva individuato come tratto peculiare delle società post-industriali l’ascesa della classe creativa (scienziati, innovatori tecnologici, artisti, pubblicitari, giornalisti…) , salvo ammettere quindici anni dopo che proprio il potere di questa nuova borghesia è alla base della crisi urbana, con centri sempre più gentrificati e periferie disagiate.

Nel nuovo report pubblicato dal Martin Prosperity Institute di Toronto e firmato anche da Charlotta Mellander e Karen M. King, Florida divide la società americana in tre classi: creativa, dei servizi, e working class. La classe dei servizi è quella più numerosa e comprende lavoratori sottopagati impegnati in mansioni quali infermieri e camerieri, cassieri e bidelli. Negli Stati Uniti si stima che siano attorno ai 65 milioni i lavoratori della classe dei servizi, quasi la metà della forza lavoro complessiva, mentre la classe creativa rappresenta un terzo e la working class meno del 20 per cento. A livelli di salario, la classe dei servizi segna i valori medi più bassi (32.272 dollari) contro i 38.272 dollari della working class e i 77.759 della classe creativa.

Il 62 per cento dei suoi membri è di sesso femminile; le etnie maggiormente rappresentate sono quella afroamericana e quella ispanica. Essendo impiegata più frequentemente nelle grandi città e in aree a forte vocazione turistica, la classe dei servizi subisce inoltre più delle altre la crescita dei costi abitativi. Dal 1970 al 2012, sottolinea Florida, la classe media si è ridotta dal 65% al 40% della popolazione, polarizzando sempre più la società in due gruppi tra i quali la mobilità è molto bassa.

«Ogni sforzo per superare questa divisione, creare buona occupazione e ricostruire la classe media deve passare per forza dal mettere al centro la classe dei servizi» che, attraverso processi di qualificazione e formazione, dovrebbe riuscire ad avere stipendi più alti diventando, allo stesso tempo, volano di sviluppo. Un importante alleato sarà anche l’innovazione tecnologica che non solo incrementa la produttività e l’efficienza di un lavoro, ma sollecita anche la formazione di una manodopera dotata di maggiori competenze. In fondo, è la stessa parabola che nel Novecento ha riguardato la working class nel settore dell’agricoltura e dell’industria.

[Foto in apertura di Agaton Strom / Redux / Contrasto]

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