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13 agosto 2017

A zonzo nelle vie di Atene, la città che guarda in alto

Per tutti qui il punto di riferimento è l’Acropoli. Ma la capitale della Grecia è anche musei all’avanguardia, antichi quartieri, locali alla moda

Marta Ottaviani

Dal numero di pagina99 in edicola dall’11 agosto e in edizione digitale

La Grecia lotta per la sopravvivenza e la permanenza nell’Unione europea e nell’Eurozona, la sua capitale, Atene, è una città che vuole vivere, a tratti disperatamente, a tratti con un coraggio, quasi un senso di sfida che forse a volte sfugge a chi cammina fra le sue strade. Questo perché la sua popolazione, visibilmente provata da anni di austerity, si sforza di vivere nel modo più normale possibile, naturalmente sostenuta da quell’immensa eredità classica che nella capitale ellenica si percepisce in ogni angolo del centro. Circa 600 mila abitanti nella città originaria, oltre 4 milioni (su una popolazione nazionale di 11) Atene è una capitale cresciuta troppo in fretta e questo le ha fatto guadagnare la fama, se non di brutta, certo di meno attraente rispetto ad alcune sue “colleghe” europee.

In realtà vi sono quartieri che raccontano non solo la sua storia recente, moderna, fatta di una nuova vita dopo la liberazione dai turchi, ma anche lo sforzo del Paese di ricostruirsi un’identità nuova che richiamasse ma non rimanesse legata esclusivamente alla grande, a volte pesante eredità classica. Una sfida resa ancora più difficile dalla crisi economica che attanaglia il Paese ormai da nove anni e che ha impoverito in modo impressionante alcune fette della popolazione, ma che non ha impedito di mantenere un calendario di eventi di tutto rispetto e fare nuovi, importanti investimenti nella cultura.

Un viaggio nella capitale ateniese non può non iniziare nelle viette strette che si diramano sotto la collina del Partenone e dove lo sguardo di chiunque viene rivolto naturalmente verso l’alto, all’Acropoli, il cuore dell’antica polis, che con i suoi marmi bianchi ancora oggi incute un senso di potere, quasi di soggezione. I quartieri di Monastiraki e Plaka rendono una perfetta idea di “Atene com’era”: case basse, dagli inserti in legno e i tetti piatti, spesso impreziositi da pergolati di viti, una pianta che, con l’ulivo, fa parte dell’arredo urbano nazionale.

La zona ormai è stata quasi interamente fagocitata da negozi e taverne per turisti, ma in qualche angolo è ancora possibile scorgere tracce di vita quotidiana greca, fra palazzi ancora da ristrutturare con i loro ingressi ottocenteschi e i negozi di abbigliamento e arredo sacro nei dintorni della Cattedrale Ortodossa dell’Annunciazione, appena uscita da un restauro che è durato anni.

Un discorso a parte merita il mini quartiere di Anafiotika, con le sue casette bianche e i suoi viottoli che ricordano i paesini delle Cicladi. La salita che porta al Partenone è costellata di locali, venditori ambulanti e finisce nell’avveniristico Museo dell’Acropoli, dove, già solo il nome fa rima con visita obbligata e dove i reperti archeologici sono in mostra fin dalle fermate della metropolitana…

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[Foto in apertura di Augusto Casasoli/ A3 / Contrasto]

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