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3 agosto 2017

Nessun colpevole a Wall Street

A dieci anni dal crollo della Northern Rock che diede fuoco alle polveri della crisi, non un solo banchiere ha pagato. Come è stato possibile?

Federico Gennari Santori

Dal numero di pagina99 in edicola dal 28 luglio e in edizione digitale

Fino all’autunno del 2007 sembrava che Northern Rock, la quinta banca dell’Inghilterra, fosse un colosso solidissimo: il mercato immobiliare britannico consentiva alti rendimenti, gli affari volavano. Nel giro di poche settimane l’istituto fallì, costringendo il governo inglese a un intervento massiccio. Di lì a meno di un anno, il caso Northern Rock apparve solo come una scintilla nell’inferno della più grave crisi finanziaria dal dopoguerra a oggi: il crollo di Wall Street.

Solo tra multe comminate dalle autorità di regolazione e risarcimenti forzati pagati ai clienti, la crisi è costata alle principali banche inglesi qualcosa come 40 miliardi di sterline, secondo la ricostruzione fatta da Ben Chu per Prospect Magazine. Una cifra a cui vanno aggiunti altri 18 miliardi di sterline, secondo la banca d’Inghilterra. «Ciò significa che stiamo probabilmente parlando di un costo totale tra illeciti e risarcimenti di quasi il 3% del Pil del Regno».

A livello globale, «le multe bancarie dall’inizio della crisi sono state stimate in più di 320 miliardi di dollari», scrive Chu, «ma il conto più salato è venuto dalla colossale distruzione dell’economia». Andrew Haldane, il capo economista della banca di Inghilterra, ha stimato il costo della crisi tra i 60 e i 200 trilioni di dollari, «tra uno e cinque volte il Pil del pianeta». Chi ha pagato per tutto questo? Nessuno, o quasi, spiega il giornalista.

Nonostante le inchieste giudiziarie, le indagini dei media, le commissioni parlamentari abbiano messo in luce numerosi illeciti nella gestione dei crediti e dei patrimoni delle banche – e silenzi quando non vere e proprie collusioni da parte della autorità di controllo – nessuno ha pagato per la crisi del 2008. Al contrario, alcuni hanno fatto carriera.

Un ex cfo di Goldman Sachs, Gary Cohn, oggi è il capo consigliere economico di Donald Trump», attacca Chu, «e sta conducendo un vergognoso assalto alla regolazione finanziaria messa in piedi dopo la crisi negli Stati Uniti. Matt Ridley, l’ex presidente di Northern Rock, fa ancora l’opinionista dalle prestigiose colonne di commento del Times. Decine di altri manager vivono tranquilli e pieni di comfort grazie ad anni di bonus guadagnati su profitti dubbi». Tom Hayes, un trader di Ubs condannato per aver manipolato i tassi di interesse, ha sempre sostenuto che i suoi superiori sapessero cosa stava accadendo. Se tutti sapevano, oggi pochi ricordano.

(gc)

[Foto in apertura di Malte Jaeger / Laif / Contrasto]

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