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17 luglio 2017

Pure Seul contro i colossi digitali

Concorrenza, privacy, free speech: la linea dura dell’Antitrust europeo comincia a fare proseliti. Anche in Asia

Dal numero di pagina99 in edicola dal 14 luglio e in edizione digitale

Una multa di oltre due miliardi di dollari è un’enormità, ma rischia di sembrare poca cosa rispetto a quello che potrebbe accadere dopo la decisione europea di multare Google per abuso di posizione dominante. L’approccio di Bruxelles nei confronti dei colossi della Silicon Valley, infatti, comincia a fare proseliti.

Il 26 giugno, Yoo Young-oak, direttore della Fair Trade Commission sudcoreana, ha dichiarato che l’agenzia è pronta a controlli più stringenti sulle attività dei colossi digitali e in particolare sulla loro raccolta di informazioni. Kim Sang-jo, il presidente dell’agenzia, ha rincarato la dose: «Abbiamo costruito le reti internet con il denaro dei contribuenti, e loro (Google, Facebook etc, ndr) raccolgono informazioni senza pagare nulla».

L’Europa sta diventando un grosso problema per la Silicon Valley, titolava qualche settimana fa un preoccupato Wall Street Journal sottolineando come sia in corso un vero e proprio conflitto – culturale ma non solo – tra le due sponde dell’Atlantico. Obama ha sempre avuto un atteggiamento iperliberale nei confronti dei business dei grandi del digitale. Con Trump le cose potrebbero in qualche modo cambiare: Mkan Delrahim, il nuovo capo dell’ufficio antitrust ha promesso indagini più vigorose e un rafforzamento delle leggi antitrust per le piattaforme online.

Difficilmente gli Stati Uniti si allineerano alle posizioni europee: il divario tra i due continenti resta. Una delle ragioni è sicuramente culturale. «Fino ad oggi, gli Stati Uniti hanno avuto un approccio generalmente più leggero dovuto in parte all’avversione dei americani per qualsiasi restrizione della libertà di espressione» e anche un minore attaccamento alla difesa delle privacy, ha scritto il quotidiano riferendosi alle nuove norme tedesche che impongono alle media company la rimozione di contenuti violenti.

Ma le motivazioni sono soprattutto economiche. Intanto, una cultura dell’intervento statale in economia molto più radicata in Europa che negli Stati Uniti. In secondo luogo, la perdita della supremazia commerciale da parte di alcune aziende europee – per esempio quelle del settore della telefonia ma anche dell’automotive – che hanno cominciato a fare pressione perché i regolatori intervengono a tutela di mercati e concorrenza.

[Foto in apertura di Reuters / Contrasto]

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