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16 luglio 2017

2020, i droni raddoppiano

Agricoltura, consegne a domicilio, prevenzione degli incendi, sangue per trasfusioni e medicinali, sicurezza di impianti. Ecco le nuove frontiere

Vengono usati per riprendere matrimoni, girare film a Hollywood, colpire i terroristi in Siria e Iraq. Ma il futuro dei droni, scrive il Financial Times, va ben oltre gli usi amatoriali e bellici. Il settore degli aeromobili a pilotaggio remoto (Uav), che secondo la società di consulenza Gartner quest’anno dovrebbe toccare i 6 miliardi dollari di fatturato (+34% sul 2016), si prepara a esplodere, trainato questa volta dalle vendite per uso commerciale. Consegne di pacchi, pizze, sangue per trasfusioni e medicinali, sorveglianza, sicurezza di impianti e miniere, agricoltura, prevenzione degli incendi. Ogni giorno emergono nuovi potenziali utilizzi commerciali.

«Stiamo lavorando per fare dei droni dei mezzi di produzione», ha dichiarato il mese scorso, durante una conferenza a Shenzhen, Paul Xu, vicepresidente della cinese Dji, il maggiore produttore mondiale di droni – con una quota di mercato del 70% nel settore non militare, vendite per 1,5 miliardi e un valore stimato tra gli 8 e i 10 miliardi.

Tradotto: DJI, per incrementare gli attuali tassi di crescita, si prepara ad aggredire, dopo quello per uso personale, il mercato dei consumi industriali e commerciali. Complice l’apertura della US Federal Aviation Administration all’uso commerciale dei droni e i fallimenti che hanno coinvolto i concorrenti fuori dalla Cina: la chiusura della californiana Lily Robotics a gennaio, la decisione di 3D Robotics di limitarsi a produrre software, i tagli al personale della francese Parrot. Le applicazioni commerciali a cui sta lavorando Dji vanno dalla disinfestazione delle zanzare all’agricoltura, settore in cui sempre più aziende usano i droni per irrorare i terreni con pesticidi, analizzare il suolo, individuare parassiti e malattie.

«In questa fase i venditori di droni per uso personale stanno cercando di riposizionarsi in modo aggressivo sul mercato per uso commerciale», conferma al Ft Gerald Van Hoy, analista di Gartner. Per rispettare le previsioni, secondo cui il mercato dei droni non militari dovrebbe raddoppiare entro il 2020, restano tuttavia due ostacoli da superare. Da un lato la ritrosia di alcuni clienti, tra cui gli agricoltori Usa, a condividere i loro dati con le aziende produttrici di droni che ne hanno bisogno per sviluppare prodotti indispensabili ai diversi business. Dall’altro, la progressiva bipartizione del settore, con pochi grandi player, come Dji, in grado di produrre l’hardware e una miriade di startup – 32 investimenti per 113 milioni di dollari solo nei primi tre mesi del 2017 – specializzate in software e timorose di condividere le proprie app con i grandi come Dji per paura di esserne inglobate.

(dlu)

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