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11 luglio 2017

Il protezionismo Usa fa bene a Berlino

Il presidente Trump minaccia dazi sui beni tedeschi e Merkel cambia strategia: ora guarda a Pechino. L’export verso l’Asia vola

Dal numero di pagina99 in edicola dal 7 luglio e in edizione digitale

Il protezionismo di Trump, per ora in realtà solo minacciato, fa bene all’export tedesco. Il presidente americano ha più volte criticato il surplus commerciale della Germania, ventilando anche la possibilità di imporre dei dazi sui prodotti tedeschi in ingresso negli Stati Uniti. E Berlino non è rimasta a guardare, mantenendo buoni rapporti con il partner atlantico – l’export verso gli Stati Uniti è cresciuto del 3.9% da gennaio ad aprile – ma rafforzando anche le sue relazioni commerciali con l’Asia.

Nei primi quattro mesi di quest’anno, le esportazioni di beni dalla Germania verso la Cina sono cresciute del 12% rispetto allo stesso periodo del 2016. Lo stesso vale per le merci dirette verso l’India, e un incremento maggiore si è registrato nell’export con l’Indonesia e il Vietnam, più 20%. La ritirata di Trump dagli accordi di Parigi sul clima e gli attacchi del Presidente al sistema di libero commercio internazionale, hanno spinto molti leader europei a cercare una strada alternativa e a coltivare il dialogo con Pechino. Il megaprogetto di una nuova via della seta, poi, potrebbe aprire interessanti prospettive di business per le aziende del vecchio continente.

Nei prossimi cinque anni, i ricavi dell’export europeo con l’Asia doppieranno quelli che derivano dalle esportazioni verso gli Stati Uniti, ha calcolato il Wall Street Journal. La Germania si è mossa in tempo: l’anno scorso, la Cina è diventato il principale partner commerciale del Paese.

Le imprese tedesche hanno esportato in Asia beni per un valore di 66,9 miliardi di euro, «rispetto ai 37,4 miliardi» di valore delle esportazioni sul mercato americano. Berlino è il terzo esportatore mondiale dopo Cina e Usa e il suo sistema – che unisce alla qualità dei prodotti la capacità di esportare anche capitali – consente un alto livello di penetrazione in mercati come quelli asiatici avidi di investimenti in imprese e infrastrutture.

Quali saranno le decisioni di Trump sugli accordi commerciali internazionali è ancora da vedere. Certo la Germania si candida a conquistare la leadership anche sulle scelte che riguardano un aspetto fondamentale dell’economia europea, il sistema di libero scambio.

[Foto in apertura di Jörg Modrow / Laif / Contrasto]

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