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20 maggio 2017

Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei

Uno studio ha messo 253 persone, ognuna propensa verso uno specifico genere letterario, di fronte a ipotetiche situazioni ad alto pericolo etico

L’uomo è ciò che mangia, scriveva Feuerbach. Con buona pace del filosofo tedesco, pare invece che l’uomo sia ciò che legge. Alcuni giorni fa il Pacific Standard ha riportato uno studio condotto da alcuni psicologi della University of Oklahoma che sostiene l’esistenza di una correlazione tra l’etica di un individuo e il suo genere letterario preferito. Secondo i ricercatori, i lettori vengono attratti dai generi che rispecchiano la loro morale personale; d’altra parte, essa può essere influenzata dagli stessi libri letti.

Lo studio ha messo 253 persone, ognuna propensa verso uno specifico genere letterario, di fronte a ipotetiche situazioni ad alto pericolo etico, dall’evasione delle tasse al sacrificio di un innocente per salvarne altri cinque. Ebbene, gli appassionati di fantascienza, fantasy e narrativa letteraria tendono ad avere un approccio etico più libero e aperto, mentre gli amanti di romanzi rosa, gialli e crime fiction sarebbero più tassativi nel tracciare linee tra ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Secondo i ricercatori, le menti di chi ama alieni, hobbit o assassini di vecchie usuraie ha più probabilità di immaginare diverse alternative morali; proprio il contrario di quelle che spasimano per eroi romantici tutti d’un pezzo o storie criminali dalla netta separazione tra bene e male. Ma che forse non hanno letto Ellroy.

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