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15 maggio 2017

L’amore romantico ha rovinato l’amore

Matrimoni in calo. Rapporti occasionali, frivoli e affidati alle app. Le relazioni affettive ci interessano meno? O forse ci interessano molto di più?

Anna Momigliano

Quando avevo 25 anni ammiravo, con un pizzico d’invidia, una collega che ne aveva una decina in più ed era bella, intelligente, piena di amici e, così almeno mi pareva, felicemente single. Ci rimasi male quando mi disse, guardandomi come si guarda chi non ha capito come gira il mondo, che «nessuno sta da solo per scelta».
Adesso che di anni ne ho 35, di amiche single, più o meno mie coetanee, ne ho a bizzeffe. A differenza della mia ex collega, che ho perso di vista, mi dicono di passarsela piuttosto bene e non ho ragione di pensare che mentano. In dieci anni sono cambiate parecchie cose. Essere single è diventata una cosa molto più diffusa: secondo gli ultimi dati Istat, il 31 per cento degli italiani vive da solo.

Certo, si dirà, il numero non tiene conto di chi una dolce metà ce l’ha ma non ci convive; però nel conteggio degli “italiani soli” non rientrano neppure i single che vivono a casa con mamma e papà. Dieci anni fa, gli italiani “soli” erano poco più del venti per cento, negli anni Ottanta il 13, e qualcosa vorrà dire.

La società di ricerca americana Gallup ha rilevato che i millennial (definiti in quel contesto come i nati tra il 1980 e il 1996) sono la generazione più incline a rimanere single: quasi il 60 per cento dichiara di non avere una relazione stabile, un record. Ah, i matrimoni sono in costante calo: nel 1994 in Italia ne sono stati celebrati circa 292 mila, nel 2014 invece 190 mila.

Delle mie amiche single, alcune aspettano “quello giusto”, non sono interessate a una relazione seria con una persona con cui si trovano semplicemente bene; altre non sono impazienti di trovarla, questa persona, perché le priorità sono altre; per molte, è una combinazione delle due cose. Non ho ben capito se stiamo diventando tutti meno romantici o se siamo molto più romantici di prima.

La domanda è se viviamo in un’epoca dove sta calando l’interesse all’amore tradizionalmente romantico, o se invece abbiamo un’idea talmente romanticizzata dell’amore che molte persone preferiscono rimanere single. Non avere una relazione seria e monogama, certo, non significa starsene sempre soli.

Le possibilità sono sempre state infinite – rapporti occasionali, amicizie “affettuose”, coppie “light” che mantengono le distanze geografiche ed emotive, coppie aperte oppure “poliamorose”– e oggi sono diventate più accessibili grazie agli sdoganamenti culturali e, ancora di più, alle nuove tecnologie. Abbondano i siti e le app di incontri: nel mio cerchio di amicizie Tinder è passato dall’essere qualcosa che usavano solo le persone più disinvolte o digital-entusiaste, a essere qualcosa che utilizzano, beh, praticamente tutti i single, e pure qualche accoppiato…

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[Foto in apertura di Klaus Vedfelt / Getty Images]

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