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10 maggio 2017

Il porno, madre di tutte le rivoluzioni tech

Il giro d’affari della realtà virtuale basata sul sesso toccherà il miliardo di dollari entro il 2025. Tra i robot intelligenti l’eros è il principale protagonista

Andrea Daniele Signorelli

La vostra partner vi sta guardando negli occhi, a pochi centimetri dal volto, e vi sussurra all’orecchio parole irripetibili, mentre voi seguite i suoi movimenti e decidete dove posare lo sguardo fino a quando l’amplesso giunge al culmine. Peccato che non stiate avendo un vero rapporto sessuale, ma siate immersi in un porno in realtà virtuale: uno dei business legati al mondo dei visori e dei video a 360° che sta crescendo più rapidamente e che, stando alle stime della banca d’investimenti Piper Jaffray, dovrebbe raggiungere un giro d’affari pari a un miliardo di dollari entro il 2025; dietro soltanto alle versioni VR dei videogiochi e delle partite di football americano (ma davanti alla Nba, ai film e ai “concerti immersivi”). Non solo: secondo la società di analisi del mercato pornografico XBiz, già oggi il 38% dei visori per la realtà virtuale viene acquistato da persone che vogliono utilizzarlo per vedere materiale adult.

In poche parole, se c’è un settore che sta concretamente contribuendo all’espansione di questa nuova tecnologia è il VR porn. Un mercato nel quale stanno investendo decine di startup e società già affermate (Naughty America, HoloGirls, Czech VR, VirtualRealPorn, solo per citarne alcune) nella speranza di ridare fiato a un’industria che, nel suo complesso, muove un giro d’affari di 97 miliardi di dollari l’anno, ma che ha sofferto più di ogni altra i colpi della pirateria online e dei portali gratuiti come PornHub (il 38° sito più visitato al mondo).

Le speranze riposte dall’industria del porno rischiano però di scontrarsi con un limite tecnico non secondario: per il momento, infatti, nessuno è in grado di offrire veramente la realtà virtuale (che dovrebbe consentire, come avviene nei videogiochi, di muoversi liberamente e interagire con l’ambiente circostante), ma solo di immergersi, grazie a visori come Oculus, in filmati girati a 360° in cui l’utente gode dello stesso identico punto di vista di uno dei due attori coinvolti nella performance. Si può scegliere dove posare lo sguardo e l’esperienza offerta è sicuramente coinvolgente, ma si rimane comunque spettatori passivi di un atto sessuale compiuto da altri.

Un limite che comunque non sembra scoraggiare gli utenti. Secondo il servizio di videostreaming Naughty America, quest’anno il porno in realtà virtuale dovrebbe raggiungere i 20 milioni di utenti globali e sta crescendo a ritmi vertiginosi, nonostante qualche controindicazione: «È stata l’esperienza che, più di ogni altra, mi ha fatto sentire come se stessi tradendo la mia ragazza», ha scritto un utente su Reddit.com…

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