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7 maggio 2017

Soldi, media e potere, “House of Cards” a Pechino

Trasmissioni televisive interrotte, super-ricchi che spariscono. Un thriller legato ai vertici della nomenklatura, in attesa del Congresso di novembre

Cecilia Attanasio Ghezzi

Il 13 marzo, il miliardario cinese 50enne Guo Wengui appariva sulla televisione di Voice of America rilasciando un’intervista di oltre quattro ore registrata a New York e largamente anticipata su altri media. Si diceva che sarebbe stata «una bomba nucleare»: accuse di corruzione contro le famiglie di importanti funzionari del Partito comunista più grande del mondo formalmente incaricati di indagare sulla condotta dei suoi membri.

La trasmissione è stata interrotta mentre il miliardario narrava in cinese l’episodio che l’avrebbe portato a lasciare precipitosamente la Cina nel 2015. L’ambasciata cinese a Washington ha chiesto a Voice of America di cancellare il materiale audio e video mentre al suo corrispondente a Pechino è stata minacciata la revoca del visto «per avere interferito negli affari interni del paese».

Nelle settimane successive sia il profilo Facebook sia quello Twitter del tycoon sono stati oscurati per qualche ora senza una precisa motivazione da parte delle due aziende. Poche ore prima della messa in onda dell’intervista, l’Interpol aveva confermato che Guo – che nel frattempo è diventato membro dell’esclusivo resort Mar-a-Lago del presidente statunitense Trump, a Palm Beach in Florida, e vive in una penthouse di Manhattan circondato da guardie del corpo – era stato inserito sulla sua lista rossa su richiesta della Repubblica popolare cinese.

Contemporaneamente su YouTube veniva caricata un’intervista a Ma Jian, ex viceministro dei servizi di sicurezza cinese finito in carcere a dicembre 2014 e mai portato a processo. L’ex 007 accusava Guo di avergli passato mazzette in cambio di servizi di spionaggio contro i suoi concorrenti. Chi ha registrato la sua voce dalla cella, comunque, deve avere buoni rapporti con governo e polizia cinesi…

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[Foto in apertura di Romain Degoul / Rea / Contrasto]

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