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10 aprile 2017

Sole, internet e telefonini: la rivoluzione in Africa

Dal Ghana al Kenya alla Tanzania: in viaggio nelle città del continente dove lo sviluppo tecnologico sta consentendo a migliaia di persone di fare impresa.

Attanasio - Giorgi

Accra. Non ha il glamour di un garage di Cupertino né il prato perfettamente tosato di una casa con giardino di Bellevue. Ma la sede di Farmerline è comunque una graziosa villetta a due piani dall’architettura anni ‘70, come ce ne sono parecchie nel quartiere residenziale Old Ahinsan di Kumasi, città nel centro del Ghana e antica capitale dell’impero Ashanti. Da lì Alloysius Attah dirige le operazioni della società che ha fondato nel 2013 con Emmanuel Owusu Addai e altri compagni di università.

Alloysius da bambino è cresciuto con sua zia, proprietaria di una piccola fattoria, e da lì è venuta l’idea: creare uno strumento tecnologico che migliorasse la vita – e il business – dei contadini e degli allevatori. «Il nostro obiettivo era aiutare i piccoli produttori e le loro comunità a guadagnare di più» ricorda. «E siccome nel nostro Paese ci sono più cellulari che persone, abbiamo pensato che potevamo fornire loro informazioni sulla semina e il raccolto, sulle condizioni meteorologiche, i prezzi all’ingrosso oltre a consigli finanziari».

Il tasso di penetrazione dei cellulari in Ghana è superiore a quello di Francia e Spagna (130 linee mobili attive ogni 100 abitanti – dati World Bank): l’idea di mandare sms poteva funzionare. Ma nel giro di pochi mesi si accorsero che in un Paese dove l’analfabetismo riguarda ancora il 26% della popolazione adulta, con tassi superiori nelle zone rurali, la strategia doveva essere diversa. Allora Alloysius, Emmanuel e gli altri collaboratori della startup decisero di puntare sui messaggi vocali, in ognuna delle lingue e dei dialetti locali delle sette regioni ghanesi in cui operava il servizio.

Oggi Farmerline ha 200 mila utenti in tutta l’Africa Occidentale e Alloysius, che ha 27 anni, è appena stato inserito dalla rivista Forbes nella lista dei 30 giovani imprenditori più promettenti del continente. «In Africa la tecnologia può svolgere un ruolo importante, ma in un modo diverso da come lo è stato per l’Occidente. La nostra tecnologia è orientata allo sviluppo, a risolvere i tanti gravi problemi che esistono in Africa», spiega Alloysius a pagina99 quando lo incontriamo nel salone principale della villetta. «Essere collegati a livello globale ci permette di affrontare le grandi sfide della nostra società: salute, agricoltura, istruzione».

► Continua sul nuovo numero di pagina99, in edicola dal’8 aprile o in edizione digitale

[Foto di Jeronimo Giorgi]

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