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18 marzo 2017

La vecchia politica ama gli old media

L’utilizzo degli strumenti digitali in politica avviene in due modi: la provocazione in 140 caratteri o la segnalazione di proprie posizioni espresse in televisione

Massimo Mantellini

Dal nuovo numero di pagina99 in edicola dal 18 marzo e in edizione digitale

Alle 21.39 di una tranquilla serata di marzo il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, annuncia su Twitter che di lì a pochi minuti sarà ospite della trasmissione tv Carta Bianca. Lo brucia sul tempo Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il quale, sempre su Twitter, alle 21.21 comunica che anche lui sarà ospite del medesimo talk show di Rai 3 condotto da Bianca Berlinguer. Chi a quel punto, per curiosità o sfinimento, avesse acceso la tv avrebbe trovato a Carta Bianca Alessandro di Battista, uno dei leader del Movimento Cinque Stelle.

Poco dopo la sua intervista Di Battista si precipiterà su Instagram a raccontare ai suoi follower di essere stato ospite del programma tv. Spero – aggiunge Di Battista alla foto che lo ritrae in trasmissione – di aver portato la vostra voce. La comunicazione politica sui social network in Italia mostra da tempo i segni della propria subalternità: rimanda al mainstream informativo e alla corporeità della tv per spiegare il proprio messaggio. Esattamente come quelli che nel bel mezzo di una chat o di uno scambio di email ti telefonano per “spiegarsi meglio”, incuranti del fatto che magari tu detesti telefonare.

L’utilizzo degli strumenti digitali per spiegarsi in politica si limita ormai a due formati prevalenti: la provocazione in 140 caratteri, slogan spesso violenti o paradossali, di attacco frontale all’avversario, utili a finire sui quotidiani di domani e perfetti per scatenare ampi fenomeni di condivisione in rete. Oppure la semplice segnalazione di proprie posizioni sui temi più vari consegnate a quelli che una volta si chiamavano gli old media. Vale a dire i vecchi giornali e la vecchia tv.

Vecchi media che sono diventati old per moltissimi ma che la politica italiana continua per qualche ragione a considerare new. A tale proposito sarebbe un peccato non citare il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ospite di Pippo Baudo a Domenica In su Rai 1 nell’anno domini 2017. Anche questa una discreta sintesi di un cerchio che si chiude senza essersi mai aperto per davvero.

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