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16 marzo 2017

Il “Clown” di Quentin Blake prende vita a Genova

Il mitico illustratore dei romanzi di Dahl ha ceduto i diritti del suo libro al piccolo studio italiano Arteprima. Storia di un miracolo. E di un amicizia

Samuele Cafasso

Dal nuovo numero di pagina99 in edicola dall’11 marzo e in edizione digitale

C’è un piccolo Davide, nel mondo dei Golia dell’animazione, pronto a scagliare la sua pietra. In mano ha una fionda formidabile: i disegni di Quentin Blake. Anzi, Sir Quentin Blake, secondo il titolo conferitogli dalla Regina d’Inghilterra.

Dopo anni di corteggiamenti andati a vuoto da parte delle maggiori major americane e non solo, il disegnatore inglese che ha dato vita ai romanzi di Roald Dahl, e in Italia a molte opere di Bianca Pitzorno, si è convinto a cedere i diritti al piccolo studio genovese Arteprima per realizzare un cortometraggio da uno dei suoi libri più amati, Clown. Esistono solo due opere di animazione ricavate dai disegni di Quentin Blake: la prima è Patrick, prodotta dagli Weston Woods Studios e realizzata nell’Europa dell’Est nel 1968; la seconda è The Story of the Dancing Frog, trasposta nel 1989.

Poi più niente, un po’ per la difficoltà a tradurre in animazione il tratto peculiare del disegnatore, un po’ per la sua ritrosia a imbarcarsi in nuovi progetti che potessero snaturare la sua arte. Clown, che è un libro scritto ma anche sceneggiato da Quentin Blake, è la storia di un piccolo pupazzo di pezza che insieme ai suoi compagni-giocattoli viene gettato nella spazzatura da un adulto. Riuscirà a salvarsi solo grazie ai bambini che incontrerà lungo la sua strada e che riescono nella magia di renderlo animato, finché Clown non troverà la famiglia che salva lui e i suoi compagni.

«È la risposta europea a Toy Story. In Toy Story i giocattoli fingono di essere inanimati e solo quando non li vede nessuno rivelano la loro vera identità di esseri viventi. Ma se ci pensi funziona proprio al contrario: i giocattoli vivono quando sono nelle mani dei bambini. E questa è la storia che racconteremo».

Parola di Luigi Berio, artista e illustratore genovese di 39 anni. La sua Arteprima è una piccola realtà che dà lavoro a poche persone e che, per di più, affianca all’animazione molte altre attività, come il branding, la cura degli allestimenti museali, il design. Difficile farsi notare e sfondare in un settore iperspecializzato come l’animazione.

Ma loro ci sono riusciti, grazie soprattutto all’originalità dei loro progetti e ad alcune collaborazioni d’eccezione, come quella con Emanuele Luzzati. «Sono andato a riguardarmi i disegni che facevo da bambino: sono tutti disegni chiaramente ispirati a Blake», continua Berio.

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«Per me è un sogno. Fin da allora avevo tre grandi a cui guardavo: Mordillo, Luzzati e Blake. Con i primi due ho avuto già la fortuna di lavorare e adesso arriva questo progetto». La storia di come Berio convince Blake a realizzare un’opera animata ispirata al suo libro – che è anche la storia di un’amicizia – inizia nel 2008, quando Berio viene spedito a Londra dal Museo Luzzati di Genova per convincere il disegnatore a fare una mostra monografica a lui dedicata.

Berio lo avvicina, gli mostra il cartone animato da lui realizzato nel 2005 su disegni di Emanuele Luzzati (Genova – Sinfonia della Città), gli racconta del suo lavoro e delle sue passioni e, infine, lo convince che a Genova fanno sul serio. La mostra, una delle prime dedicate totalmente al disegnatore, è un successo. Su quel modello ne vengono allestite altre in Francia e in Inghilterra. Blake viene in visita in Italia tre volte: la prima per un sopralluogo al museo, una seconda volta per l’inaugurazione, una terza per la presentazione del catalogo.

«L’ho portato nelle friggitorie del centro storico, sull’ascensore di Castelletto, gli ho mostrato le tele di jeans dipinte con motivi sacri con cui anticamente venivano adornate le chiese e che molti genovesi stessi neppure conoscono», sostiene Berio. «Siamo diventati amici, abbiamo realizzato un libro assieme a cui tengo molto perché è stato un lavoro che Luzzati aveva lasciato incompiuto. E nel 2010 è nata l’idea di una animazione da Clown».

Trovare un produttore, però, non è stato facile. Da allora sono passati sette anni: «Abbiamo parlato con molti produttori, grossi nomi anche. Ma ogni volta qualcuno voleva cambiare qualcosa: non andava bene la durata – 15 minuti troppo pochi – oppure volevano cambiare il finale. Volevano aggiungere personaggi o farli parlare, anche se nel nostro progetto non era previsto: infatti il libro è fatto solo da disegni e nell’animazione ci sarà solo la colonna sonora. Alla fine abbiamo deciso: avremmo fatto da noi».

Dal primo marzo, così, sul sito di crowdfunding Kickstarter è partita la maratona per finanziare il progetto: c’è tempo fino al primo maggio per raccogliere i soldi necessari e far diventare Quentin Blake’s Clown thrown away realtà. Chi partecipa potrà scaricare il video da internet, ricevere il dvd a casa, un pop-up speciale e una stampa firmata, a seconda di quanto verserà.

«Questo progetto è portato avanti da un gruppo di designer italiani molto entusiasti, lavorano in una torre medioevale, ma utilizzano le più moderne tecnologie», spiega Blake. «Quando mi misi a lavorare su Clown presi in prestito molte cose dai film muti di un tempo. E anche alcuni espedienti delle strisce a fumetto. Così molte pagine sono pensate proprio come delle piccole sequenze cinematografiche. Perciò è veramente importante per me che ora stia diventando un film d’animazione».

Per non perdere nulla del tratto di Blake saranno utilizzate diverse tecniche e software per l’animazione, dai 25 disegni al secondo tradizionali al bone rigging (che prevede di far muovere le figure al computer basandosi sulla loro struttura interna, l’ossatura appunto). «Volevamo che ogni fotogramma fosse riconoscibile come un disegno di Blake.Nemmeno il bianco che utilizzeremo è un bianco normale: riprodurremo la grana della carta, il movimento delle pagine», afferma Berio. «Per questo non si intitola semplicemente Clown, ma Quentin Blake’s Clown thrown away. Perché come di Dracula ce ne sono molti ma solo uno è quello di Stoker, così sarà per Clown».

[Tutte le foto © Quentin Blake 2017]

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