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12 gennaio 2017

Auto senza pilota: ecco cosa sparirà oltre ai tassisti

Oltre il driverless: via volante, cruscotto, cinture. Le previsioni di Frey per il 2035

Cecilia Mussi

Dal numero di pagina99 in edicola il 7 gennaio 2017

«Le auto senza conducente cambieranno il mondo dei trasporti in maniera molto più radicale di quanto ha fatto l’invenzione stessa dell’automobile»: parola del “futurologo” Thomas Frey, che sul suo portale futuristpeacker.com ha individuato ben 128 cose (lavori, attività, negozi, servizi e componenti legati al mondo dell’auto e più in generale della macchine su ruote) destinate a sparire nell’era del driverless. Prima di addentrarci in questo scenario occorre partire proprio dalla premessa di Frey: l’era di cui si parla è molto oltre i veicoli senza conducente, riguarda vetture del tutto autonome, in ogni funzione.

Molto oltre l’idea che abbiamo oggi di “vetture intelligenti”, che non hanno conducente ma sono comunque user-operated, cioè telecomandate dall’utente grazie all’IoT. Ora siamo nella fase della transizione, spiega Frey, che durerà ancora una ventina d’anni: più o meno dopo il 2035 succederà quanto predetto da Elon Musk (il quale però più ottimisticamente parla del 2020), avremo veicoli in cui ci si accomoda, si dorme e ci si sveglia quando si arriva a destinazione. A quel punto non solo avere un’auto propria sarà superfluo ed esploderà il trasporto on-demand, ma la logistica tutta non sarà più come la conosciamo.

Spariranno tassisti e autisti (compresi quelli di Uber) ma anche una serie impressionante di altre macchine usate nelle nostre città – spazzaneve, tosaerba, muletti – e di quelle usate nel movimento terra e in agricoltura, dai mietitrebbia alle scavatrici. E l’interno delle vetture del trasporto urbano ed extraurbano sarà diverso: niente più cruscotto, volante, ruote di scorta, cinture di sicurezza. Tutto inutile, il tempo passato in auto diventerà un’esperienza. Di conseguenza si estingueranno i negozi di ricambi auto e tutti i servizi e i mestieri dedicati all’assistenza e alla sicurezza stradale.

Uno scenario d’inferno sul fronte del lavoro? Non secondo Frey: serviranno nuove figure professionali in grado di offrire il meglio per quell’esperienza. Designer, analisti dei flussi di traffico, ingegneri e architetti per disegnare le strade del trasporto autonomo, allacciate le cinture.

[Fotografia in apertura di Science Photo Library / Contrasto]

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