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9 gennaio 2017

Washington Post, così si esce dalla crisi del giornalismo

Abbonamenti a basso costo e qualità. Così i giornali americani stanno vincendo la sfida dell'online

Cecilia Mussi

Dal numero di pagina99 in edicola il 7 gennaio 2017

Se la carta è (quasi) morta, il digitale gode di ottima salute. Almeno a guardare i numeri del Washington Post, divenuto nell’anno appena trascorso uno dei primi quattro gruppi editoriali americani insieme a New York Times, Wall Street Journal e Usa Today. Nel 2016 gli abbonati sono aumentati del 75% e i profitti legati alle sottoscrizioni digitali sono raddoppiati, confermando la teoria del proprietario del quotidiano Jeff Besoz, secondo il quale il mercato di massa degli abbonamenti a basso costo – circa 36 dollari annuali per l’edizione nazionale dopo un periodo di prova gratuito di sei mesi – costituirà la principale fonte di guadagno del giornale nei prossimi anni. Consentendo nuovi investimenti in tecnologie e nel giornalismo d’inchiesta tradizionale.

Secondo indiscrezioni riportate da Politico, nel 2017 il Washington Post effettuerà una sessantina di nuove assunzioni, portando a 750 il totale dei giornalisti delle redazioni. Nei programmi del quotidiano, le nuove tecnologie saranno sempre più integrate nelle newsroom, con l’obiettivo di sviluppare più prodotti per diverse piattaforme (già oggi ci sono 80 assunti con mansioni solo tecnologiche che lavorano insieme ai giornalisti). L’editore e Ceo del quotidiano, Fred Ryan, intervistato da Politico, afferma che i prossimi obiettivi dell’azienda saranno i video su dispositivi mobile, i podcast – come quelli per le elezioni presidenziali che hanno avuto grande successo – e l’ampliamento dei team che dedicati alle newsletter e soprattutto alle inchieste.

«Il giornalismo investigativo fa parte del nostro Dna», spiega Ryan, «i nostri lettori si aspettano questo tipo di approfondimento». La qualità prima di tutto, su carta o digitale che sia. Perché il lavoro ben fatto ripaga, come hanno dimostrato, per esempio, gli scoop durante la campagna elettorale sui finanziamenti illeciti alla fondazione Trump, scoperti da David Fahrenthold, fresco vincitore del Ben Bradlee Prize. E come confermano anche i dati di accesso al sito. Quest’anno il Washington Post si è stabilizzato al secondo posto tra i quotidiani americani più letti, dopo il New York Times, e tra settembre e novembre ha avuto una crescita di oltre 15 milioni di visitatori unici, passando da 83 a oltre 99 milioni.

[Fotografia in apertura di Chip Somodevilla / Getty Images]

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