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9 settembre 2016

Un giornale che cambia

 

L’editoriale

Alcune settimane fa, quando l’editore mi ha offerto la direzione di pagina99 che già avevo curato nei suoi primi mesi di vita, un paio d’anni fa, ho impiegato solo pochi minuti per accettare.

Ho pensato alle difficoltà di progettare un settimanale di carta negli anni della crisi dei giornali cartacei: viviamo in un’epoca in cui il flusso ininterrotto di informazioni che rimbalza sui cellulari satura l’attenzione dei lettori, e  in cui la frammentazione delle fonti crea un rimbombo nel quale il cittadino stenta a orientarsi, una nebbia indistinta che spesso rende difficile decifrare la realtà. Mi sono chiesto se in questa fase della nostra storia ci sia ancora spazio per un settimanale di approfondimento. E proprio per questo ho deciso di accettare la scommessa.

Mai come in questo momento c’è stato bisogno di nuovi strumenti di inchiesta e di approfondimento per tentare di interpretare la crescente complessità del mondo che ci circonda. Un giornale utile, che selezioni le notizie e racconti la realtà senza pregiudizi ideologici, cercando punti di osservazione sorprendenti e talvolta politicamente scorretti – perché l’evoluzione del mondo ci insegna che non è più possibile restare pigramente attaccati a vecchie visioni della realtà. E noi cercheremo, sempre partendo dai fatti concreti, di rispettare la vecchia citazione attribuita a Keynes secondo cui «quando cambiano i fatti, cambiano le mie opinioni».

Ringrazio Roberta Carlini e Luigi Spinola, i direttori che mi hanno preceduto, per il lavoro svolto finora e naturalmente l’editore per avermi offerto questa opportunità.

ENRICO PEDEMONTE

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