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19 luglio 2016

La posta in gioco, 5 soluzioni particolari proposte dai lettori

Sul numero di pagina99 uscito in edicola il 16 luglio abbiamo lanciato il gioco L’opera alla finestra a cura di Antonella Sbrilli, che ha chiesto ai lettori di continuare il messaggio a cui allude il titolo dell’opera dell’artista palermitano Manfredi Beninati: “Non ho mai capito cosa s’intende per dilatazione temporale. E voi? Forse vuol dire pensiero? Così iniziava la sua lettera…“. Ed ecco le risposte dei lettori arrivate in redazione.

 

Mery Carol

La dilatazione temporale è pensiero? È sensazione?

Per me è quell’andare e venire, creando scompiglio e disordine, tra i ricordi e i sogni.

I ricordi mi riportano ai momenti in cui la mia vita era fatta di attese, di promesse, di speranze e i sogni mi catapultavano nel futuro facendomi pregustare le gioie e i dolori di quanto mi è accaduto e mi accade.

La dilatazione del mio tempo mi confonde al punto che non so più se il mio oggi è il passato, il presente o il futuro.

 

Elena Lago

Dilatazione temporale forse vuol dire un attimo sospeso, una realtà immaginata che danza come tante lucciole di fronte ai nostri occhi, mentre noi siamo lì, come un unico punto nell’infinito ad attraversare gli spazi tra gli oggetti e ad osservare quello che nella velocità e nella transitorietà non vediamo mai: i particolari.
È come vivere un minuto in slow motion, molto slow, come se il mondo intorno a noi sia congelato e noi potessimo esplorare la vita, mentre per un “paradosso temporale”, per un dono casuale, tutto è fermo.

 

Mimmo Pugliese

Non ho mai capito cosa s’intende per dilatazione temporale. E voi? Forse vuol dire pensiero?” Così iniziava la sua lettera.”Per pensiero non intendo la facoltà del pensare, l’attività psichica mediante la quale l’uomo acquista coscienza di sé e della realtà esterna, “ continuava, “la pura rappresentazione mentale; ma  quella attività improntata di valore affettivo, desiderio, nostalgia, ricordo.

Conosco le teorie di Lorentz e di Einstein : il paradosso dei gemelli, l’esempio dell’uomo che sta sul treno in movimento e di quello che resta, però credo che la relatività del tempo sia strettamente correlata all’inerzia del cuore.

Anche se son passati tanti anni, lei per me non è invecchiata. È rimasta immutata come i luoghi che ci han visto insieme. Quando la penso, tutto quel che ho intorno viene risucchiato indietro, come da un buco nero, a una velocità di fuga superiore a quella della luce, per lasciare posto al suo viso che mi sorride e m’illumina l’anima”.

 

***

Mimmo Pugliese ha mandato una proposta anche al secondo gioco lanciato suol numero del 16 luglio, le Sciarade rovesciate. In questo caso i lettori erano invitati a trovare una formulazione per la sciarada della parola PER/IO/DICO.

Ed ecco la proposta di Pugliese, intitolata L’ovulo (oppure Fregoli):

È il segno della moltiplicazione

questa prima persona singolare,

( come adesso comunico oralmente)

che si ripete a ciclo regolare.

 

Anche il lettore Stefano Dust si è cimentato con la nostra sfida. Questa la sua sciarada:

 

Un piatto di successo? È una parola

Bestemmia o invocazione?

Di certo non si sa

Di sei parti è composta

Se ne prenda metà

Dalla metà che resta

si tagli via la testa

O si aggiunga soltanto

un principio di crosta

Chi lo elegge a sistema

(gli elementi li ha)

Chi lo presenta al pubblico

con regolarità.

 

Complimenti a tutte e tutti!

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