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22 dicembre 2015

Parlamento camaleonte, il trasformismo dal ’48 a oggi

Il 13% dei parlamentari ha cambiato casacca durante la Seconda Repubblica. E per ragioni sempre più individuali. Prosegue l’approfondimento iniziato sul numero di pagina99 dello scorso 12 dicembre. Con quasi settant’anni di transumanza in numeri
ELISA VOLPI

I cambi di casacca sono diventanti una caratteristica del sistema politico italiano della Seconda Repubblica. Dal 1994 ad oggi ci sono stati in media 55 passaggi all’anno, che hanno coinvolto circa il 13% dei parlamentari. Durante la Prima Repubblica, invece, i passaggi annuali sono stati in media 12 e i trasformisti meno del 7%. Ma le differenze non sono soltanto quantitative. La caratteristica distintiva della nuova “transumanza politica” è che i cambiamenti sono per lo più individuali: i parlamentari cambiano partito non solo per via di scissioni o fusioni di formazioni politiche ma per decisioni personali. I parlamentari interpretano il loro mandato in una forma sempre più individualistica.

I partiti (o meglio i micro-partiti che spesso hanno funzioni di governo) nascono in Parlamento e non nella società civile: basti pensare al Nuovo Centrodestra e a Futuro e Libertà. Il risultato è che molte formazioni politiche che sono in Parlamento non sono mai passate dal voto: tutto ciò è possibile grazie al “turismo politico” dei parlamentari.

In questa legislatura il Pd è il partito che ha guadagnato di più dai cambi di casacca, attirando 20 deputati e perdendone solo 9. Eclatante il caso del gruppo Misto, che si ritrova ad essere il terzo gruppo più consistente alla Camera. Sono numerosi anche i parlamentari che hanno cambiato partito in più legislature. Tra questi campioni del trasformismo si distingue l’onorevole Dorina Bianchi che ha percorso lo spettro politico avanti e indietro. Eletta nel Ccd nel 2001, è entrata nell’Udc per poi passare al centrosinistra (Margherita e Partito Democratico). È tornata nell’Udc che ha però abbandonato per il Popolo della Libertà per, infine, aggregarsi al Nuovo centro destra.

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