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20 novembre 2015

Cosa c’è nel primo numero di pagina99 in edicola

Fresco di stampa, il primo numero di pagina99 arriva nelle edicole sabato 21 novembre. In copertina un’inchiesta sull’espansione dei fondi arabi nell’economia italiana: ricchissimi, opachi e dalle relazioni pericolose. Poi un viaggio nell’Europa terrorizzata che chiude le porte ai migranti, la battaglia delle idee a Parigi e molto altro ancora. A partire da un reportage “fuori bordo” di Nicola Lagioia

 

STORIE | pagine 2-11

I nostri sovrani d’Oriente

Sono ricchi, sono potenti, sono corteggiati da tutti i governi d’occidente. Sono i capitali dei fondi sovrani, che dalle casseforti del Golfo così come dai forzieri di Cina e Singapore hanno invaso i mercati finanziari, scalato aziende e reti, e messo radici nelle aree immobiliari più pregiate, da New York a Londra a Milano. I loro padroni sono Stati dittatoriali, a volte personali, dalle cui finanze nel recente passato sono usciti anche fondi per i nostri attuali peggiori nemici. Una mappa e un’inchiesta sullo strano caso dei fondi sovrani e sui loro uomini d’oro che li hanno introdotti nel salotto buono del capitalismo italiano. Portando tanti soldi, ma anche un nuovo intreccio tra business e geopolitica, interessi economici e rischi strategici. Sui quali si riaccende l’attenzione a ogni nuova insorgenza del terrorismo dell’Isis. Come quella del 13 novembre, data spartiacque per l’Europa. Sul dopo-Parigi: lo stato del franchising del terrore, e un focus sulla scuola, da tutti e due i lati della barricata.

 

MAPPE | pagine 15-21

L’Europa a porte chiuse

Dopo i morti di Parigi, le prime vittime della nuova offensiva dell’Isis sembrano essere le masse in fuga dallo stesso terrore dell’Isis. Le porte chiuse dell’Europa si aggiungono all’altro grande ostacolo che cresce sulla rotta dei profughi: l’arrivo dell’inverno, che rende impraticabili i percorsi più battuti ed espone a nuovi rischi quelli che già sono arrivati. Un viaggio nella rotta balcanica, e tra le fragili fondamenta dell’accoglienza europea. Cambiando continente: una mappa della nuova Pechino, dove è in atto l’ennesima gentrificazione.

 

IDEE  | pagine 22-27

A Lumi spenti nella notte

Sono nati e cresciuti prima del 13 novembre, ma adesso il vento della paura aumenta la loro popolarità. Sono i nuovi intellettuali francesi.  Provinciali, iconoclasti e politicamente scorretti, sfruttano il vuoto a sinistra ma si spostano con forza a destra. E torna il demone dell’antimodernità, che minaccia  laicismo e progresso. Dal disastro ci salverà la viltà di Pulcinella? Commedia e politica, un ciclo di affreschi  di Giandomenico Tiepolo è lo spunto di partenza dell’ultimo libro e della nostra intervista a Giorgio Agamben. Infine, un viaggio per immagini contro la banalizzazione del femminicidio.

 

INNOVAZIONI | pagine 28-32

Il flop del visto per start up

La burocrazia li soffoca. E l’ecosistema «produce solo parole». Così affonda il tentativo di importare giovani imprenditori  stranieri con un visto agevolato. A seguire il futuro di Uber, il cui modello di business non potrà reggere senza l’automobile senza conducente.

 

ARTI | pagine 33-47

Dal Pakistan a Milano

Ventiquattro anni, pakistana immigrata in Canada, Maria Qamar spopola su Instagram con la sua coloratissima galleria delle temibili ziette pronte a dare consigli non richiesti. Dal subcontinente alla Milano liberata dall’Expo, dove gli artisti riprendono spazio. E dove il fine settimana ospita un’altra tappa del tour senza fine di Bob Dylan. Quindi gli effetti dell’integralismo cristiano su alcuni recenti romanzi e i gelidi climi della provincia americana che accomunano una nuova graphic novel e la seconda stagione di una celebre serie tv. Infine, un’incursione nel guardaroba della donna di potere, e un’inchiesta sul sistema di business (che scricchiola) del calcio Usa.

 

OZII | pagine 48-52

Langhe da primato

Suo padre Bartolo si batté  contro il modernismo che stravolgeva l’uva nebbiolo. Maria Teresa Mascarello continua quella lotta. E tira fuori  un vino da primato. Quindi, femministe in cucina, a dispetto dello stereotipo che le vorrebbe lontane dai fornelli.

 

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