nov 21 2011

Il sangue di Montalcino – Giovanni Negri

Quel figlio di puttana non aveva avuto uno straccio di dritta da rivendersi in redazione, e aveva tirato il colpo sotto la cintura. Sapeva bene che il pezzo avrebbe sortito un solo effetto, anzi due. Rinfrancare l’assassino e lancia­re su un’affascinante pista giornalistica tutti i colleghi, dal­la Cnn alla stampa nazionale. Un messaggio semplice e for­te: lo stronzo non è chi ha ucciso, è il commissario il fe­tente.

Cosulich finse di distrarsi con il succo di frutta e il mie­le di Montalcino, la seconda o forse la prima specialità di zona. Poi, ostentando la più totale indifferenza davanti alle ragazze, chiese un espresso supplementare e usò ac­cortamente il coltello per aprire la missiva. Un attimo do­po lasciò ricadere la busta sul tavolo, stupito. Continua a leggere

 

nov 20 2011

Il gioco delle verità – Sveva Casati Modignani

Poi il capofamiglia congiunse le mani, chinò lo sguardo sul piatto e, imitato da tutti, dis­se: «Signore, ti ringraziamo per il cibo che ci offri e per aver ricondotto a noi il nostro Alessandro».

Tutti conclusero la preghiera con un «Amen» e pre­sero a mangiare.

Quel rito ricordò a Malvina che, nella casa dei nonni materni, a Tavernolo, a fine pasto la nonna diceva: «An­che questa volta, con il santo aiuto di Dio, abbiamo mangiato». E il nonno aggiungeva: «E un po’ anche con il mio». Continua a leggere

 

nov 20 2011

La zia Julia e lo scribacchino – Mario Vargas Llosa

- Ci è capitato di assistere a uno spettacolo fuori dal comune, – filosofeggiò il magistrato. – Quella bimba ha il diavolo in corpo e, il peggio, è che probabilmente non lo sa.
- È quello che i nordamericani chiamano una Lolita, dottore? – tentò di accrescere le sue conoscenze il segretario.
- Senza dubbio, una Lolita tipica, – sentenziò il giudice.
E facendo buon viso a cattivo gioco, lupo di mare incorreggibile che pure dai cicloni trae lezioni ottimistiche, aggiunse:
- Se non altro, rallegriamoci di sapere che in questo campo, il colosso del Nord non ha l’esclusiva. Quest’aborigena può dar punti da vendere a qualsiasi Lolita gringa. Continua a leggere

 

nov 12 2011

Le confessioni di un italiano – Ippolito Nievo

Un giorno che ero alla sagra di Ravignano oltre Tagliamento e che si ballava in piazza sul tavolato, io mi presi lo spasso di farmi beffe di alcune Cernide dei Savorgnani che venivano a tutelare il buon ordine della fiera collo schioppo in una mano, e con un tovagliolo nell’altra pieno di ova, burro e salame, per fare, come si dice, la frittata rognosa. Quelle Cernide coi loro sandali di legno, colle giubbe di mezzolano spelato, e con certi musi che odoravano di minchioneria lontano un miglio mi facevano crepare dalle grandi risate; onde tra me e qualche altri bravaccio di Teglio e dei dintorni si cominciò a far loro le corna, e a domandare se erano buoni a rivoltar le frittate, e se intendevano cuocerle colle scarpe. Continua a leggere

 

nov 11 2011

Come stelle cadenti – Sveva Casati Modignani

Sapeva dell’arrivo del forestiero ed era certo che in futuro, e per molti mesi, si sarebbe parlato nelle sere a veglia di quel Ferragosto in cui era ritornato da un paese lontano chiamato Inghilterra Angelo Dugnani, il figlio grande del pa­drone.

« È d’argento », precisò Rosa portandosi le mani ai fianchi e ondeggiando graziosamente sulle anche.

«Fa’ vedere», disse Clemente allungando una mano verso la collana.

Rosa fece uno scarto, indietreggiò e si portò istintivamente le mani in croce sul petto a proteggere il suo tesoro. Continua a leggere